Immunoprofilassi per incompatibilità RH materno-fetale

Punto Nascita Di Treviglio


Lun-Ven h. 10,00-18,00 in SALA PARTO
Piazza Ospedale, 1 - Treviglio

Per informazioni

0363 424376

Lun-Ven h. 8,00-18,00

Per prenotazioni

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Consiste nella somministrazione di immunoglobuline anti-D a tutte le gravide Rh (D )negative, non sensibilizzate (con test di Coombs indiretto negativo), alla 28a settimana di gravidanza.
Quando il gruppo sanguigno della madre è Rh negativo mentre quello del feto è Rh positivo, come il padre, l'organismo materno può sviluppare anticorpi, chiamati anticorpi anti-D, contro i globuli rossi del feto, che l'organismo materno identifica come estranei, perché diversi dai propri.
Gli anticorpi materni attaccano e distruggono i globuli rossi del feto con conseguente anemizzazione del feto stesso che, nei casi più gravi, può condurre a morte intrauterina o alla malattia emolitica del neonato (MEN) caratterizzata da anemia, ittero neonatale ed edema.
La madre può sviluppare anticorpi contro il sangue del feto ogni volta che c'è un contatto fra il sangue materno e quello fetale. Questo può avvenire sia durante la gravidanza sia, più frequentemente, in seguito al parto.

Durante la gravidanza si possono sviluppare anticorpi per eventi sensibilizzanti, che sono causa di emorragia transplacentare: villocentesi, amniocentesi, funicolocentesi, perdite di sangue, traumi addominali, minacce d'aborto, manovre ostetriche di versione esterna per presentazione podalica.
Oppure si possono sviluppare in seguito al parto, un aborto spontaneo o volontario, in caso di gravidanza extrauterina o di morte intrauterina fetale.

La somministrazione di immunoglobuline anti-D (Immunoprofilassi anti-D), durante la gravidanza, in caso di eventi potenzialmente sensibilizzanti o subito dopo il parto, previene la produzione anticorpale e quindi la malattia emolitica del neonato (MEN).
La profilassi anti-D postpartum e quella prenatale, dopo eventi sensibilizzanti, hanno ridotto drasticamente, ma non eliminato, il rischio di immunizzazione materna, soprattutto per il verificarsi di eventi potenzialmente sensibilizzanti non identificabili, che conducono a una sensibilizzazione silente.

Una revisione sistematica di studi clinici controllati randomizzati ha dimostrato che la profilassi anti-D prenatale di routine nelle gravide Rh-negative conduce ad una riduzione assoluta del rischio di immunizzazione dall'1% allo 0,2%. Per questo motivo la Immunoprofilassi anti-Rh(D) deve essere offerta di routine a tutte le donne in gravidanza Rh (D )negative, non sensibilizzate, a 28 settimane. (Raccomandazioni riportate dalle Linee Guida Ministeriali 2010 ”Gravidanza fisiologica”- pag.110)

La somministrazione di immunoglobuline anti-D può raramente provocare reazioni allergiche alla madre, mentre non sono dimostrati effetti collaterali sul feto o sul neonato.
Poiché la profilassi si effettua iniettando immunoglobuline, che sono un emoderivato (derivano cioè da sangue umano), esiste un rischio di trasmissione di malattie virali.
In realtà, i donatori sono sottoposti a controlli molto rigidi e il rischio di trasmissione di malattie virali risulta estremamente basso, pari a 1 caso ogni 10 mila miliardi di dosi iniettate.


Prenotazione obbligatoria


Costo

gratuito


Documenti necessari

Documentazione sanitaria della gravidanza - tessera sanitaria - impegnativa regionale


Esenzioni

M50


Condizioni della paziente

Gravidanza a 28 - 30 settimane.


Altre informazioni

Test di coombs indiretto eseguito entro i 15 giorni precedenti.